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La pandemia del secolo: Covid-19

26 Mar , 2020  

Oggi ci ritroviamo ad avere a che fare con un altro mondo, io lo definisco così perché il cambiamento che è avvenuto è stato così veloce che non ci ha permesso di metabolizzare e realizzare tutto ciò. Ieri andavamo a scuola, affollavamo strade, parchi, palestre, bar, centri commerciali, mezzi pubblici e piazze. Inoltre avevamo il confronto diretto con i professori, oggi non più.

Oggi siamo rinchiusi in casa già da un bel po’ di giorni e la quotidianità che avevamo prima è svanita. Il contatto fisico è svanito, gli abbracci e le strette di mano sembrano soltanto un lontano ricordo. Il contatto con le persone ci è permesso tramite internet, così anche con la scuola, grazie alla tecnologia noi ragazzi possiamo continuare a studiare e gli adulti continuare a lavorare a casa. Sembra di vivere in un film di fantascienza, lontani da tutto e tutti, anche dagli affetti più cari. L’unico modo che abbiamo per tenerci in contatto sono le videochiamate e i social che servono anche da svago.

Si studia attraverso un monitor e tutti cerchiamo di fare del nostro meglio. Ci sono delle regole molto importanti da seguire e tutti noi dobbiamo dare un contributo valido per far si che la gente capisca come doversi comportare, perché i TG parlano chiaro, internet ci aggiorna su qualsiasi dato e non è una bella situazione, non è sostenibile perché ad oggi la tristezza regna nei cuori di tutti noi, troppa sofferenza e troppe vittime. Tutti crediamo di vivere in un incubo ma purtroppo è la realtà, siamo tutti coscienti e consapevoli che il male si aggira su ognuno di noi.

Mi rendo conto però che molta gente ancora non ha capito che è di vitale importanza rimanere a casa. Si deve uscire solamente per comprare beni di prima necessità e per andare a lavorare. Stare in casa non è semplice per nessuno, ma se oggi può essere “salvezza” è giusto che tutti rispettino queste norme.

Sono cambiate molte cose e credo che la paura ci unisca ancora di più, alla fine di questa prova a cui ci sta sottoponendo la vita, molti di noi affronteranno la vita in maniera diversa: chi farà lo spavaldo dicendo che non ha mai avuto paura della pandemia, chi correrà ad abbracciare vicini che non vede da molto tempo però purtroppo ci sarà anche chi continuerà a versare lacrime per la perdita di un caro.

L’unica cosa che ci accomuna tutti o quasi è la forza per poter dire “ce l’ho fatta” e sono sicuro che un giorno racconteremo questa storia ai nostri figli e ai nostri nipoti insegneremo loro ancor di più quanto sia importante ogni singolo attimo della vita e che rispettando le regole non si perde mai.

Tutto ciò servirà per abbracciarci con più calore domani.

di Alessandro Lo Nano, della redazione di Impreparati



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